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A remake of Type-Moon's classic doujin game Tsukihime, featuring a rewritten scenario with major differences in its setting and plot, as well as several new characters.
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giocando la versione originale del 2000
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Tsukihime, un pilastro del genere visual novel ed un classico videoludico, torna dopo 20 anni in chiave moderna per riproporre l’inizio della storia del rinominato duo fondatore di TYPE-MOON tramite la penna ormai veterana di Kinoko Nasu, la matita esperta di Takashi Takeuchi e gli spartiti del genio Hideyuki Fukasawa senza (probabilmente) limiti di budget o tempo, ma soprattutto con i frutti dell’esperienza accumulata in quei due decenni.
Questa leggendaria storia d’amore si reintroduce negli store online sotto il nome di Tsukihime a piece of blue glass moon, il remake che condivide con Witch On The Holy Night i titoli “capolavoro di TYPE-MOON" e “tripla A delle visual novel”. Nuovi personaggi prendono spazio nella narrativa facendo da ottimo perno per le vicende, specialmente Vlov nella route di Arcueid con la questione dei vampiri e Noel che apre porte a nuove prospettive nella route di Ciel, entrambi, così come il resto dei personaggi principali, sono stati introdotti e costruiti da manuale nel corso della storia, in particolare Noel mi ha colpito molto perchè in tutte le vicende lei è stata quella col comportamento e carattere più interessante.
Nasu questa volta sfrutta la narrativa in prima persona e una struttura molto più lineare, ma di certo il dover vedere quasi tutto dagli occhi di Shiki non lo impedisce a gestire le informazioni per i plot twist come ha sempre fatto, raramente usa la terza persona. Il remake di tsukihime dovrebbe essere una opera horror, ma ai miei occhi è sembrata una pura storia d’amore in cui coloro devoti alle loro missioni trovano nuovi carichi emotivi, di certo molto più approfondita e lunga di quella originale, ma poter leggere ogni emozione, pensiero, descrizione, sensazione, movimento e opinione tramite i complessi giochi di parole dell’esperto Kinoko Nasu è stata un’esperienza che a parer mio ogni fan dell’opera deve provare. In aggiunta l’incredibile performance da parte dei doppiatori, Arcueid e Noel erano su un altro livello.
Riguardo le visual, c’è un abisso tra lo stile originale e quello nel remake, ognuno con pregi e difetti, ma niente che mi abbia disturbato eccetto per Mario che nei close-up è uguale ad Arcueid, e Ciel con la capigliatura che sembra una recolor di quella di Hisui. I dialoghi sono estremamente dinamici, non c’è stato un singolo momento in cui sembravano ripetitivi o statici, principalmente nelle scene d’azione, grazie all’enorme quantità di CG e animazioni, ma anche composizioni, presenti nella novel.
E la musica, che c’è da aggiungere, l’altoparlante era sempre in fiamme e neanche i pompieri potevano fare qualcosa.
Tsukihime remake è certamente un capolavoro, ma io preferisco comunque il trio protagonista di mahoyo e lo stile di Koyama, che alla fine dei conti l’unico titolo che può competere al remake del classico degli anni 2000 è solamente un altro remake prodotto nella stessa casa.
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